solo giovedi 8 gennaio 2009 ore 21.00 (unica serata)

amalia del ponte

tutti a samarcanda
l’illustre sconosciuta

nella’ ambito della rassegna sul tema della morte
2 video installazione
breve storia di un appuntamento: dietro la libertà apparente dei soggetti,rimane segreta la regola di un gioco che sembra invece abbandonato al caso.

LA STORIA
Amalia Del Ponte è stata allieva di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano).
Da anni conduce una propria originale e solitaria ricerca che unisce il rigore formale
alle indagini sugli archetipi, tornati ora presenti nella stessa problematica scientifica.
Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni sessanta, ha indirizzato la propria ricerca sul vuoto,
sulla luce e sulla struttura della materia. Ha presentato i propri lavori in luoghi dell’arte quali il Salone Internazionale dei giovani di Milano e Torino (1966), il Salone Annunciata di Milano (1972).
Nel 1973 ha ottenuto il 1° premio internazionale per la Scultura alla Biennale
di San Paolo del Brasile Umbro Apollonio.
Al Grand Palais di Parigi (1973), la Galleria Toselli di Milano (1974), il Château di Ratilly, in Francia, (1977), il C Space di New York (1978 e 1980), ai cantieri Ansaldo per Milano Poesia (1990),
la Galleria Belvedere di Milano e il Fort Asperen, ( Olanda) (1993), la Fondazione Mudima di Milano, Francesco Leonetti.(1995) e altri.
Nel 1986 ha partecipato alla XLII Biennale di Venezia nella sezione Arte e Alchimia,
curata da Arturo Schwarz.
L’oggetto della sua ricerca sul suono, iniziata nel 1985. studia il rapporto tra la forma delle pietre
e il suono: sono forme-suono per ritrovare le invisibili corrispondenze tra geometria e armonia.
Nel 1994 ha avuto luogo alla Casa del Mantegna di Mantova una mostra antologica con scritti critici
di Eleonora Fiorani, AnneMarie Sauzeau Boetti e Lea Vergine.
Nel 1995 ha partecipato con una sala personale alla Biennale di Venezia presentata da Gillo Dorfles.
Nel ‘96 performance alla galleria Valeria Belvedere ‘buttare l’ego’ (throwing away ego)
Nel ‘99 partecipa a Ravenna - Festival ‘Foresta incantata’con una scenografia imperniata
quasi unicamente sul suo lavoro.
2005 a Milano una performance con i ltofoni alla mostra che inaugura la fondazione
Arnaldo Pomodoro, la scultura italiana del XX secolo.
Sono usciti due libri Atlante (1978) e La forma del suono (1993), un CD Litovocis (1996)
e CD rom interattivo (2000) Looking High storia e storie sulla costellazione dell’orsa;
con link su 150 immagini sugli orsi: i loro miti e riti dell’emisfero Nord.
Negli ultimi anni si occupa di nanotecnologia, gnomonica, e produce brevi filmati.

only on Thursday the 8th of January 2009 at 9 o’clock pm (excusive showing)

amalia del ponte

the voyage to samarcanda
the illustrious unknown

in the context of the exhibition regarding the topic of death
2 video installations
the brief history of an appointment: behind the apparent freedom of the subject, the secret rules remain of a game which seems, rather, to have been abandoned at random.

HISTORY
Amalia Del Ponte studied under Marino Marini at the Brera Academy of Fine Arts in Milan.
For years, she has been conducting her own original research aimed at uniting formalist rigor with an investigation of the archetypes, which are even surfacing now in the scientific arena.
Since the outset of her work in the 1960’s, Del Ponte has oriented her explorations towards the void, light and the structure of matter. She has exhibited her work in settings such as the Milan and Turin International Youth Salon (1966) and the Annunciata Salon in Milan (1972).
In 1973 she won the first international award for sculpture at the Umbro Apollonio Biennial Exhibition in San Paolo, Brazil.
She has also exhibited at the Grand Palais in Paris (1973), the Toselli Gallery in Milan (1974), the Château di Ratilly in France, (1977), New York’s C Space (1978 and 1980), the Ansaldo Space at the Milano Poesia Festival (1990), the Belvedere Gallery of Milan and Fort Asperen, Holland, (1993), and the Mudima Foundation of Milano, Francesco Leonetti (1995), among others.
In 1986, she participated in the XLII Biennial Exhibition in Venice in the section entitled Art and Alchemy, curated by Arturo Schwarz.
Her research into dreams, begun in 1985, studies the relationship between the form of stones and the dream: dream-forms through which the invisible correspondences between geometry and harmony can be discovered.
In 1994, a retrospective exhibition of her work was held at the Mantegna House in Mantova,
with critical essays by Eleonora Fiorani, AnneMarie Sauzeau Boetti and Lea Vergine.
In 1995, she had a personal room at Venice’s Biennial Exhibition, which was presented by Gillo Dorfles.
In 1996, her performance Buttare l’ego (Throwing Away the Ego) was held at the Valeria Belvedere Gallery.
In 1999, the set of the Ravenna Festival’s performance of the Foresta Incantata (The Enchanted Forest) was based almost entirely on her work.
In 2005, she participated in a performance in Milan with the “ltofoni” at the inaugural exhibition of the Arnaldo Pomodoro Foundation, entitled Twentieth Century Italian Sculpture.
She has published two books: Atlante (1978) and La forma del suono (The Form of the Dream, 1993), as well as the CD Litovocis (1996) and an interactive CD Rom (2000) entitled Looking High: Storia e storie sulla costellazione dell’orsa (The History and Stories of the Bear Constellation) with links to over 150 images of bears along with a discussion of related myths and rituals of the Northern Hemisphere.
In recent years, she has become active in nanotechnology and gnomonics, and also is a producer of short-length films.
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